Bel complesso romanico, di originaria fondazione altomedievale (IX sec.), fu ricostruito nel 1120 dopo il terremoto.
La facciata in tufo, del 1300 circa, presenta un portale e un protiro pensile appoggiato a colonnine di marmo rosso, con affresco attribuito a Stefano da Zevio. Sulla destra della facciata si possono vedere le ali superstiti del chiostro (con archi a tutto sesto e colonnine binate in marmo rosso) e il campanile con la parte inferiore romanica e quella superiore del XVI sec. Notevoli sono le absidi romaniche con decorazioni scultoree a motivi vegetali e scene di caccia; si differenzia un po’ l’abside settentrionale con rivestimento a fasce alternate di tufo e cotto e lesene con capitelli corinzi (il più bello presenta leoni con le zampe appoggiate alle foglie d’acanto). Attigua alla chiesa, la canonica mostra resti della struttura del XII sec., uno dei pochi esempi di architettura civile romanica rimasti.
L’interno della chiesa è a 3 navate, divise da pilastri alternate a colonne di marmo rosso con capitelli corinzi. La chiesa era interamente affrescata con dipinti dal XII al XV sec., di cui però rimangono solo frammenti. La cripta risale al V-VI sec. e fu costruita su un’antica necropoli precedente. Divisa in 3 navate, la parte anteriore è d’epoca post carolingia, quella posteriore, più antica, conserva due sarcofagi romani in marmo greco. Sul muro sinistro si trova il sarcofago paleocristiano, la cosiddetta arca dei SS. Simone e Giuda (seconda metà del IV sec.), scolpito con scene del Vangelo, episodi dell’Antico Testamento e, sul coperchio, le figure dei due Apostoli (aggiunte nel 1395). Sul muro di destra è appoggiato il sarcofago pagano del III sec. d.C., dedicato a una coppia di sposi raffigurati al centro di una conchiglia, sotto cui è scolpita una scena agreste. Agli angoli, due figure romane (forse filosofi) cui è stato troncato il braccio in epoca medievale, per adattarli alle figure dei SS. Pietro e Paolo. Anche gran parte della cripta era affrescata, ma i dipinti sono molto rovinati. Rimangono, mal conservati, affreschi della scuola dell’Altichiero e decorazioni pittoriche del XIV sec.